La Tempesta

Lello Arena

 

9   agosto  - ore 21:00                                       15:00 intero - € 10:00 ridotto             



Teatro degli Appesi - Ass. Bon Voyage
  LA TEMPESTA
di William Shakespeare
traduzione di Masolino D’Amico

Adattamento e regia Marco Lorenzi

con Lello ARENA

e con Lorenzo Bartoli, Francesco Di trio, Pablo 
Gaston Franchini, Barbara Mazzi, Simone Vaio, 
Fabrizio Vona

dramaturg Maria Grazia Gregori 
costumi Alessandra Benaduce
scenografie Marco Lorenzi, Giovanni Sanniola
light designer Luna Mariotti
musiche originali eseguite dal vivo Francesco Prestigiacomo

Produzione MOLISE LIVE I luoghi dello spettacolo 

In pochi altri periodi storici gli uomini sono stati così pienamente tali, hanno vissuto con tanta intensità e tanta sofferenza la loro condizione,come negli anni splendidi e contradditori del Rinascimento inglese.
                                                                                   A.L. Zazo 

“Noi siamo fatti della sostanza di cui sono fatti i sogni”… 
Sì “noi”… ma “noi” chi? Gli attori, il teatro! Questa, forse, è la risposta. E oggi, che il senso proprio del teatro si va smarrendo, è interessante indagare quello che rimane della sua funzione nella contemporaneità… perché il teatro esiste nonostante tutto: è a metà strada tra la realtà e, appunto, il sogno.
Per questo è importante mettere in scena “La tempesta” oggi, un testo che parla di un grande uomo di teatro alla sua ultima recita, alla sua ultima e più straordinaria evocazione, che è anche l’ ultimo e più sofferto scontro con se stesso. L’isola è lui. E l’isola è popolata dei suoi sogni. E dei suoi incubi. È popolata di “sé”. 
Prospero infatti cerca disperatamente per tutto l’arco del testo di rimediare agli accadimenti occorsi nella sua vita, di confrontarsi  con il suo passato, e compie questo sforzo guidato da un unico pensiero, il pensiero dalla morte. Ma nel corso di questo tentativo scopre che tutto l'operato dell'uomo è vano. La tempesta non è dunque una fiaba ma la messa in scena della Storia e dell'impotenza dell' uomo di fronte ad essa e sembra che l'arte non abbia il potere di trasformarla. Tutto finisce come è iniziato. 
Più scrivo tutto questo e più mi rendo conto che non è solo dell’uomo di teatro che sto parlando ma dell’ uomo con la “U” maiuscola. E così sono tornato all’origine di tutto: ad un grande testo e al più grande autore teatrale di tutti i tempi.  

  Marco Lorenzi 

 Il Teatro degli Appesi nasce a Roma nel 2008 con lo spettacolo La ballata degli impiccati vincitore del premio Schegge d’autore 2009 come miglior drammaturgia originale e finalista al premio Celati Tratti. Da qui il nome della compagnia: la parola pendu in francese ha infatti il doppio significato di “impiccato” e “appeso” che ben rispecchia la condizione dell’attore, sempre sospeso tra sogno e realtà, miseria e nobiltà,  purezza e ricerca del consenso, mercificazione e arte. La compagnia si struttura come laboratorio permanente allo scopo di riappropriarsi della dimensione artigianale del teatro, una dimensione comunitaria il cui valore viene spesso sottovaluto nel sistema teatrale italiano. 
Nel 2008 debutta Streamers di David Rabe al Festival Quartieri dell’arte di Viterbo. La compagnia ha in programma un periodo di residenza in Germania con L’Aspik Theater e il Teatro Stabile di Friburgo per la realizzazione di uno spettacolo e di una turnée internazionale.

Home.html
programma  giornalieroProgramma_giornaliero.htmlProgramma_giornaliero.htmlshapeimage_2_link_0