Giuseppe Manfridi, romano, è drammaturgo e sceneggiatore.

Da oltre quindici anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. Gran parte del suo teatro è pubblicata dalla casa editrice Ricordi, dalla Marsilio e da Gremese (di cui Manfridi dirige la collana Teatro). La Entertaiment & Art ha iniziato una pubblicazione delle sue opere complete, di cui è uscito nel 2005 il primo volume.

Suoi testi sono stati pubblicati anche in Francia, in Inghilterra, in Croazia, in Grecia, in Spagna e in Bulgaria.

L’Associazione Scripta Volant 
presenta
IN TRENO IN TRE NO !!
Incontro/performance con
Giuseppe MANFRIDI
musiche originali improvvisate dal vivo
Antonio DI POFI
    Acrobazie dentro la parola, giochi linguistici tra pagina e scherzo scenico l’incontro-spettacolo proposto da Giuseppe Manfridi e prodotto dall’Associazione Scripta Volant.
Con piu’ di 60 testi teatrali e numerose sceneggiature cinematografiche all’attivo l’autore Manfridi si scopre adesso attore attraverso l’elaborazione di un viaggio nelle pieghe del linguaggio e della parola per sondarne le infinite possibili magie, le ambiguità sulfuree e i mille giochi alchemici che se ne possono cavare, vale a dire autentici "calembour" di un divertimento assoluto.  Tra questi – ricalcando le intuizioni del titolo dello spettacolo -sonetti monoconsonantici, strofe elaborate con due sole lettere, palindromi di estensione innaturale, ipogrammi, anagrammi, inversioni di senso e infinite altre risorse ricavate dal linguaggio del quotidiano. Ad accompagnarlo al pianoforte Antonio Di Pofi, musicista autore anche di colonne sonore di film tra i quali La stazione di Sergio Rubini e compositore di musiche di balletti fra cui I due gentiluomini di Verona per l'Arena della città scaligera. 

    Acrobatismo dentro la parola, la consonante, la singola lettera. La capacità di leggere al contrario una frase ottenendo lo stesso identico significato letterale: "Madam I'm Adam" ha esordito porgendo la mano, ossequioso, alle signore in prima fila. Usando anche per una immediata comprensione dei grandi candidi fogli di carta a mo' di lavagna.
Dice di riconoscere come suoi numi tutelari Queneau, Perec, Marcello Marchesi, Flaiano e Campanile, con l'aggiunta di Eco, Calvino e del Rodari che dava lezione sui significati palesi e nascosti della parola (un gioco!) ai suoi ancora imberbi lettori. Dichiara però che tutto cio che concerne il suo repertorio è soltanto farina del proprio sacco.
Piero Zanotto, “Il Gazzettino di Venezia”, Martedi 24 maggio 2005

 www.giuseppemanfridi.it
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